-- ultime dalla fine del mondo --


mercoledì, 14 maggio 2008

Gibson is back

Sembra che questo spazio nero sia in procinto di essere monopolizzato dal mito, considerando la densità crescente di post dedicatigli negli ultimi tempi - direttamente o indirettamente, ecco alcuni link: Node Magazine 1 e 2, Il paese delle spie 1 e 2, Neuromante al cinema, e qualche chilo di pagine per chi volesse gibson 06approfondire il discorso, in 2 tappe. Il punto è che senza William Gibson non esisterebbe il mio amore per la fantascienza, e di conseguenza - al termine di una lunga catena di coincidenze e accidenti - questo blog. Insomma, zio Billy II potrebbe tranquillamente essere il cavallo di Legba, mandato in terra per piegare le spirali caotiche dei miei processi neurali nelle orbite instabili di uno strano attrattore. Ecco quindi giustificato lo spazio sempre maggiore dedicato a Gibson su queste pagine, e perché Gibson avrà sempre un posto d'onore su cui sedersi, in questa mansarda buia avvolta nell'abbraccio luminescente della notte nebbiosa.

Ho appreso ieri che l'Artista avrebbe fatto presto ritorno in Italia, dove sarebbe stato atteso per fine maggio nell'ambito del tour promozionale europeo del suo ultimo libro. Oggi Doc ci ha dato confermajoe_lansdale che Gibson sarà ospite, insieme addirittura a Joe R. Lansdale (foto a lato, ne parlavamo qui e qui, solo un paio di mesi fa), al Festival Internazionale di Letteratura di Roma. Mica cotica, per restare in tema: il più grande scrittore di questi tempi e il più grande narratore di storie vivente! Insomma, due miti al prezzo di uno. E, tanto per cambiare, esattamente dopo l'interruzione del mio lungo sodalizio con la capitale, dopo 7 anni di reciproca tolleranza. Cose che capitano. Se non fosse per la fascia oraria in cui si colloca la manifestazione, starei già pensando a qualche follia...

Mi consolo leggendo l'intervista di Bruce Sterling a Gibson, uscita sul numero di XL attualmente in edicola. Un'intervista più intelligente e interessante del previsto, devo riconoscerlo. Ammetto che forse nutrivo aspettative un po' basse, considerato il contenitore che è quanto di più generalista sia dedicato alla cultura prêt-à-porter. Comunque, dopo una presentazione del personaggio non proprio impeccabile (il padre di Gibson fornitore di hardware del progetto Manhattan? Oh, damn... La storia è un po' diversa e per non citarmi addosso vi rimando a Wikipedia), Sterling (foto in basso, via S*) pone qualche arguta domanda al Nostro Reverendissimo. Ne riporto qualche stralcio sfidando impavidamente qualsiasi normativa a tutela del copyright (ehi, censori, questa è una recensione, abbassate i disintegratori semantici...).

bruce_sterlingBS: Pensi che la gente si sia resa conto che oggi il cyberspazio è diventata la realtà di tutti i giorni?

WG: No, credo che pochi lo abbiano capito. Quando mi sono inventato la parola, il cyberspazio era e non qua. Ora il è dove non arriva il wifi. Riflettere un po' sul cyberspazio è stata un'altra delle motivazioni che mi hanno portato a scrivere il libro (Spook Country, in uscita per Mondadori come Il paese delle spie, NdB). Volevo capire cos'era diventato in questi decenni. Non avevo le idee chiare, però scrivendo mi sono reso conto che il cyberspazio si è letteralmente ribaltato. Ora ci viviamo dentro, anche se non ce ne rendiamo conto. Pensa a prodotti come Second Life: a me sembra così arcaico e retrogrado, fa lo stesso effetto che mi facevano il guanto e gli occhiali della realtà virtuale negli anni '90. Gran parte di noi ha già una "seconda vita", che si svolge però nello stesso posto della prima. Sicuramente è il posto dove la banca tiene i soldi che guadagnamo nella prima vita. YouTube invece è nuovo, altro che Second Life.

[...]

BS: Hai qualche messaggio di consolazione per i tuoi tanti fan italiani che sono reduci da elezioni complicate almeno quanto le presidenziali americane?

WG: A fine maggio finalmente riesco a venire a Roma, e quindi proverò a consolarli di persona. Sennò che dire, hey, pensate che è dura un po' ovunque di questi tempi. Sempre, per ogni cosa. Se vi capita un giorno che non è strambo, vuol dire che vi state perdendo qualcosa. Qualche settimana fa un uomo negli Stati Uniti è stato arrestato per aver fatto sesso con un tavolino da picnic. I suoi vicini lo hanno ripreso con la videocamera... Prima bisognava pagare gli scrittori per inventarsi cose del genere.

Insomma, se non è un mito questo (l'uomo che parla, non l'uomo del picnic... so che siete corsi a cercarlo su YouTube... anche voi)! Comunque, comprate la rivista perché Gibson dice cose molto interessanti anche sul puzzo di fascismo che tira nella democrazia a statuto limitato di Sua Maestà Bush II. Temo che la sua vacanza in Italia non gli permetterà di cambiare aria sul serio. Il governo ombra di Veltroni ha ottenuto la fiducia della maggioranza, mentre stasera l'on. Enrico Letta, già candidato alle primarie del PD nonché nipote di Letta l'Altro, l'Eminenza Grigia dietro Berlusconi, non è stato capace di indicare, su richiesta di Floris, un solo punto debole nel discorso di insediamento del Presidente. Cazzo, se non sono tempi strani questi...



martedì, 13 maggio 2008

Le geometrie neurali di James G. Ballard

theAtrocityExhibition_02Splendida serata quella di ieri, all'Arci Corvetto di Milano. Una banda di connettivisti a parlare di Ballard e delle sue atroci rappresentazioni del reale che fagocita l'immaginario, e viceversa. Anche se con il compagno Fernoski si è resa indispensabile una fuga a proiezione ancora in corso, causa la lunga discesa ferroviaria attraverso la piana ipermercata che ci avrebbe ricondotto in una Bologna deserta non prima delle 01.30, ora locale.

Un ringraziamento a tutti gli amici presenti, per le birre e per le chiacchiere (e anche per i nervetti). E a Jarok per la sua eccellente ospitalità, oltre che per averci invitato all'evento. Per sapere cosa ha prodotto la rilettura della Mostra delle Atrocità combinata alla visione della pellicola di Jonathan Weiss, potete recuperare l'articolo direttamente dagli archivi di Next-Station.org. E il dibattito può continuare sul forum.



sabato, 10 maggio 2008

Oscure connessioni: ancora sul Node Magazine

E scopro con mio immenso stupore (e con altrettanto orgoglio ve lo segnalo) che il Node Magazine ha linkato questo blog a 2 soli giorni di distanza dall'articolo che avevo scritto sul nuovo fenomeno rappresentato da quell'iniziativa. Quel post chiudeva il 2007 dello Strano Attrattore, la sua riproposizione (in una traduzione un po' maccheronica, con ogni probabilità dovuta all'algoritmo automatico utilizzato per lo scopo) ha aperto il 2008 del Node. Sarò un sempliciotto, che ci volete fare: ma queste sono grandi soddisfazioni.



Il Paese delle Spie

Spook_CountryOkay, gente! Il momento è arrivato. Nel giro di un mesetto, al massimo entro il 21 giugno (fonte Unilibro), il nuovo Gibson sarà in Italia. Squillo di trombe e rullo di tamburi. La copertina non è ancora nota, il prezzo oscilla tra i 15,50 e i 17,50 euro a seconda delle fonti (secondo Unilibro la prima, secondo Libreria UniversitariaWuz la seconda), ma sappiamo che consterà di 250 pagine, che uscirà nella collana Strade Blu di Mondandori che già aveva ospitato le ultime fatiche del re del cyberpunk, e che l'ISBN sarà: 9788804580089. Il titolo scelto per la traduzione, Il Paese delle Spie, non sarà forse altrettanto evocativo dell'originale, ma dopotutto non è che gli ultimi 2 fossero esaltanti.

Intanto, accontentatevi della quarta (con qualche refuso):

Tito è sui venti anni. Di famiglia cubana, parla correntemente il russo, vive in una stanza in un deposito a Manhattan e svolge lavori delicati che hanno a che fare con lo scambio di informazioni. Hollis Henry è una ex musicista rock, ora giornalista, che sta svolgendo un lavoro di indagine su incarico di una rivista misteriosa chiamata "Mode" (in realtà dovrebbe essere Node Magazine, NdR). "Mode" (= "Node", NdR)  non esiste ancora, il che non sarebbe un problema, Hollis è abituata a cose del genere, ma i suoi capi stranamente sembrano molto preoccupati di prevenire proprio quella diffusione di voci che di solito le riviste incoraggiano attivamente nel periodo che precede il loro lancio. Molto molto preoccupati. Tutto questo sarebbe singolare, ed anche un po' sinistro, se solo Hollis si permettesse di pensarci sopra un po', cosa che però proprio non può permettersi di fare. Milgrìm è un tossico. Un tossico di fascia alta, la sua è una dipendenza da medicinali ansiolitici, ma lui si immagina di non essere in grado di sopravvivere 24 ore se Brown, l'uomo misterioso che lo ha salvato da un pericoloso equivoco col suo spacciatore, dovesse smettere di fornirgli le sue beneamate scatolette magiche.

PS: I più curiosi potranno trovare in edicola un'intervista di Bruce Sterling a William Gibson, sull'ultimo numero del mensile XL venduto come supplemento alla Repubblica. Io non l'ho ancora letta e non posso dire quanto possa essere stata lobotomizzata dai tagli della redazione, ma la segnalo per dovere di cronaca.



venerdì, 09 maggio 2008

Ancora 100 passi

peppino_impastato_230 anni fa moriva assassinato Peppino Impastato, dopo una vita trascorsa a combattere il silenzio, l'omertà e l'indifferenza. La mafia credeva di prendersi così la sua stupida rivincita, ma dovette sbagliare i calcoli se adesso siamo ancora qui a parlarne.

Per ricordare un eroe della storia di questo paese, un paese troppo spesso tracciato senza dignità e senza pudore nell'immagine dei suoi stessi governanti, sottoscrivo una per una le parole scritte dal Compagno Fernoski. E vi rubo una poesia uscita dal pugno stesso di Impastato.

Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.



giovedì, 08 maggio 2008

Cine-atrocità a Milano

theAtrocityExhibition_03The Atrocity Exhibition è il più ambizioso e controverso tra i libri di James G. Ballard, un vero e proprio manifesto letterario firmato da uno dei titani della letteratura (fantascientifica e non) del Novecento. A Milano (Arci Corvetto, via Oglio 21, nelle adiacenze della fermata Corvetto della Linea Gialla della metropolitana), il prossimo 12 maggio a partire dalle 19.30 appassionati e curiosi avranno la possibilità di godersi le visioni ballardiane trasposte sul grande schermo. La serata sarà introdotta da un inedito quartetto connettivista.

Ringraziando il mitico Andrea Jarok per averci coinvolto nell'evento (a suo modo storico, non avendo notizia nel nostro paese di altre proiezioni pubbliche di questo piccolo gioiello firmato dall'australiano Jonathan Weiss) vi rimando per maggiori dettagli al comunicato pubblicato su Next-Station.org.

"La linea di demarcazione tra paesaggio interno e paesaggio esterno è crollata. I terremoti possono essere originati da sconvolgimenti sismici che hanno luogo nella mente umana. L’intero universo randomizzato dell’età postindustriale esplode in frammenti criptici." - William S. Burroughs, dalla prefazione alla Mostra delle Atrocità.



4uattro° - Zona Virale

Un paio di settimane fa, Giorgio Raffaelli (per gli amici IguanaJo) mi ha coinvolto nel progetto di un corto di 4 minuti da realizzare in 4 giorni per il Nonantola Film Festival. Per lui e Gianluca Valicelli, alias Funka Bat, si trattava della seconda esperienza. Per il sottoscritto, coinvolto come sceneggiatore (ovvero scimmietta spaziale battitrice di tasti), e per Gianluca Pace (creativo, un po' come Syd Mead), era la prima esperienza sul campo. Be', non si può dire che non ne sia valsa la pena. Malgrado lo sbattimento, gli incidenti di Backstage_03okpercorso (prontamente risolti dalla tenacia di Funka Bat), le inevitabili ingenuità che affliggono il prodotto, realizzare un corto è stato appagante e divertente allo stesso tempo, come dimostrano le facce di questa foto scattata da Iguana al termine della prima e ultima giornata di riprese.

Okay, la storia tirata su nel giro di una notte e di una mattina non sarà fenomenale e anche l'idea di base, di sfruttare il pezzo forte a nostra disposizione (la suggestiva ambientazione in un antico casale della campagna emiliana) per inscenare un ribaltamento della fuga dal nemico invisibile (e l'assedio psicologico del virus), purtroppo è stata vanificata dalla costrizione di compattare il tutto in 4 minuti. Mea culpa. Forse non era solo questione  di tempo, ma il tempo di sicuro ha limitato parecchio il nostro potenziale virtuosismo. Però provateci voi a fare morire 4 personaggi nell'arco di 4 minuti!

Va bene, la smetto di parlare. Se volete approfondire la cosa vi rimando al post di Iguana, che tra l'altro mostra anche il make-up curato dalle nostre attrici tuttofare (Nicoletta, Anna e Raffaella), forse non valorizzato come avrebbe dovuto dalla scelta, comunque condivisa da tutti, del bianco e nero.

Per la cronaca, il corto non è entrato nella rosa dei finalisti. Ci rifaremo il prossimo anno. Se qualcuno sarà ancora in giro.



domenica, 04 maggio 2008

Delos Express

Nova_ExpressE' online la prima parte del numero 106 di Delos SF, il magazine di fantascienza curato da Carmine Treanni. Piatto ricco, anche questa volta, con un intervento di Paolo "Evertrip" Ferrante sul lato "mistico" del postumanesimo, il postmoderno nella fantascienza del grande Paul Di Filippo (firmato da Salvatore Proietti), l'arrivo al cinema di Iron Man (con uno speciale realizzato da Alberto Priora e Marco Spagnoli), la nuova rubrica di Riccardo Valla dedicata al Futuro di Ieri (ospite della prima puntata lo scanzonato Albert Robida, contemporaneo di Verne) e una mia ri-lettura di Nova Express in occasione della sua ristampa per i tipi di Adelphi.

Letture e visioni per tutti i palati, insomma. Prendete e mangiatene tutti.



Rumore di Fondo
Il Connettivismo a Modena
(24 maggio 2008)

Rumore_di_Fondo



venerdì, 02 maggio 2008

Richard K. Morgan vince il Clarke Award

Th1rte3nCon il suo ultimo romanzo, intitolato Th1rte3n e ambientato in un futuro in cui l'umanità ha cominciato l'espansione su altri pianeti (e si trova ora ad affrontare il reinserimento di reduci molto speciali dopo avere finalmente riguadagnato la pace), il grande scrittore inglese Richard K. Morgan si è aggiudicato il premio intitolato al maestro di recente scomparso.

Di Morgan torneremo a parlare molto presto, perché con Carmine Treanni abbiamo in cantiere uno speciale dedicato interamente a lui per Delos SF, che uscirà in occasione della pubblicazione italiana di Woken Furies (presumibilmente, a seguito di ripetuti rinvii, subito dopo l'estate). E in esclusiva per i lettori italiani, Morgan ha scritto un pezzo sulla genesi di Takeshi Kovacs, l'antieroe che lo ha imposto all'attenzione di Hollywood e non solo. Un articolozzo che sto attualmente traducendo.

Nel frattempo voglio esprimere a Morgan i miei auguri più sinceri. E' un premio meritatissimo, che gli rende tanto più onore considerando i nomi con cui ha dovuto vedersela. Ad majora, Richard!



giovedì, 01 maggio 2008

May Day

Sarà, ma con i sindacati che ci ritroviamo, con il rispetto dimostrato ai lavoratori dalle istituzioni, basterà un giorno all'anno nel XXI secolo a confortarci dalle miserie che ci attendono? Certo, è pur sempre un giorno redento dalla quotidiana fatica di esistere, ma al di là del baraccone circense montato ogni anno farebbe bene a tutti ricordarci come ci siamo arrivati, al Primo Maggio. Da domani si torna a stringere i denti.

Quarto_StatoIl Quarto Stato, di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1901)

"Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che strangolate oggi"
August Spies (1855-1887)

 



La gratitudine degli irpini

Abbiamo poco, come dicevo, e quel poco che abbiamo finora non abbiamo saputo nemmeno valorizzarlo a dovere. Ma se ci sono due doti che non si possono negare alla gente che vive in Irpinia sono la solidarietà e la riconoscenza. La solidarità è testimoniata dalla disponibilità, ancora adesso, a fare la propria parte nel tamponare la crisi. La gratitudine invece è la stessa che ci lega al resto dell'Italia da quasi trent'anni.

L'Italia è un paese che ultimamente sembra avere smarrito la capacità di guardare all'altro come a un amico e a un fratello, in ogni situazione, nella buona e nella cattiva sorte. Ma non posso dimenticare che fu con i fondi raccolti con le sottoscrizioni pubbliche dei quotidiani (a testimonianza ne restano le strade intitolate al Giornale Nuovo e a Indro Montanelli) che i nostri paesi furono ricostruiti dopo il Terremoto del 1980. Le donazioni arrivarono da tutta Italia. E nel corso delle nuove ondate migratorie che seguirono al sisma, in qualsiasi parte dell'Italia la nostra gente cercò in seguito di rimettere insieme i pezzi di una vita, trovò l'accoglienza degli italiani: al Sud come al Nord.

Questa considerazione mi serve per ringraziare tutti quanti finora hanno risposto al mio appello per sottoscrivere la nostra lettera. E per testimoniare ancora una volta la solidarietà che il nostro territorio saprebbe riconoscere a quelle aree della regione particolarmente in difficoltà in questo momento, se solo fossero realizzate le condizioni indispensabili per metterla in atto.



Le due velocità dell'Italia: messaggio in una bottiglia abbandonata alle correnti elettroniche della Rete

Il nostro Paese ha due velocità, difficile non accorgersene. Ci sono le zone produttive e le zone marginali, le prime servite (meglio o peggio) come in qualsiasi paese dell'Occidente sviluppato, le altre quasi abbandonate a se stesse. Che il sistema nel suo complesso non se la passi benissimo è un altro dato di fatto: la mancanza di un piano energetico serio, il generale disinteresse per la ricerca, lo sviluppo visto semplicemente come un'occasione di iperconsumo e l'indifferenza dilagante per tutto quello che attenga alla sfera del domani, come pure a quello che esuli appena dal piccolo orizzonte delle contingenze quotidiane, puzzano di Decadenza.

Con il doppio passo dell'Italia capita anche che occorrano anni, tra valutazioni di impatto ambientale e conferenze servizi, per raccogliere le autorizzazioni necessarie a installare le torri di un campo eolico, laddove comuni e privati dovrebbero fare a gara per saltare sul treno che punta al futuro. Mentre sono sufficienti 2 mesi per trovare una soluzione a un problema che si trascina da 15 anni. Il castello di servizi clientelari spudoratamente inutili alla gestione della crisi, montato dal Presidente della Giunta Regionale Antonio Bassolino e tenuto in piedi dai suoi successori al commissariamento straordinario, è la prova più lampante della serietà dimostrata dalle istituzioni nell'affrontare l'Emergenza Rifiuti. Che ormai non è più emergenza (come può esserlo un evento improvviso, ma di durata circoscritta), ma è una crisi prolungata che mette a nudo tutti i difetti e le magagne dell'Italia. In questi 15 anni a Roma si sono avvicendati governi di tutti i colori. Nessuno ha mosso un dito per porre fine allo scempio, né ha alzato pure una timida voce anche solo per denunciare la situazione. Niente di niente.

Che non si possano abbandonare 4 milioni di cittadini in balia della marea montante dei rifiuti che presto sommergerà nuovamente le strade di Napoli e del suo hinterland è evidente. Che da varie comunità della regione, anche molto distanti dal capoluogo, sia giunta prova di disponibilità a condividere il carico dello smaltimento è altrettanto incontestabile: la solidarietà è un dono che non manca alla gente tra cui sono cresciuto, e mi pare giusto sottolineare questo aspetto. Abbiamo migliaia di tonnellate di rifiuti già ora abbandonati nei siti di stoccaggio provvisorio, e a queste tonnellate occorrerà trovare quanto prima una collocazione stabile. Oggi come oggi, non esiste alternativa alle discariche, purtroppo. Ma se non si ragiona in termini di prospettiva - come finora non si è fatto, né per sensibilizzare seriamente la popolazione interessata, né per educarla all'imprescindibilità della raccolta differenziata e alla cultura del riciclaggio - non esisterà alternativa alle discariche nemmeno domani. Ed è contro questo incubo che in queste ultime ore si sta levando la protesta degli irpini.

Tutti i cittadini italiani hanno il dovere di fare la loro parte nella soluzione della crisi. In caso contrario non esisterà altro sbocco che la paralisi. Tuttavia lascia atterriti la sufficienza con cui si continua a fronteggiare la situazione, proponendo nient'altro che soluzioni primitive come scavare una fossa, buttarci dentro il passato e il futuro, e ricoprirlo di terra per tagliarli fuori dalla nostra vista. Non c'è alternativa alle discariche nel breve termine? Bene, che se ne usino 10 di quelle esistenti per tamponare la crisi, mentre in parallelo si mette in piedi, in tempi da primato, non la solita struttura di favori incrociati per buttare fumo negli occhi dell'opinione pubblica, ma un serio piano regionale di gestione dei rifiuti. Decine di comuni campani sono già attrezzati per la raccolta differenziata e vantano percentuali comparabili con le aree più progredite d'Italia, estendere questa cultura è non solo doveroso, ma possibile. Per queste cose va premuto il piede sull'acceleratore, va trovata una nuova velocità di gestione, non per gli scavi e la devastazione.

E' davanti alla perpetuazione del malcostume italico delle soluzioni estemporanee, che non riesco a tacere e mi ostino ad abbandonare nel mare della Rete questi messaggi che non so nemmeno io a chi destinare, ma che in fondo sono le stesse richieste d'aiuto che un naufrago abbandonerebbe alle correnti oceaniche dalla spiaggia della sua isola in mezzo al nulla. Nella fattispecie, sento che come me ci sono in giro migliaia di altri naufraghi, e che ognuno di noi è prigioniero della sua piccola isola fatta di piccole e grandi apocalissi quotidiane. Una scialuppa si salvataggio non basterà a portarci tutti in salvo, ma possiamo incrociare le nostre derive, fare delle nostre isole un arcipelago. E da qui ripartire.



Appunti sul Parco dell'Irpinia Orientale

Sempre in merito alle giornate che stanno tenendo in allerta la gente dell'Irpinia (le puntate precedenti: 1, 2, 3 e 4), ricordando a chi si trova lì che domenica 4 è previsto un incontro sul territorio interessato, alle propaggini del Formicoso, segnalo un intervento di Franco Arminio, una delle anime della protesta montante. La disponibilità a giocare comunque un ruolo nello smaltimento dei rifiuti della regione e il coraggio di proporre una filosofia della "decrescita" (anche se io parlerei piuttosto di "sviluppo sostenibile") ne rappresentano i 2 cardini ideali:

Il parco dell’Irpinia d’Oriente si costruisce con progetti che usano la gomma più che la matita; dobbiamo togliere e non mettere. Dobbiamo cucire in una nuova alleanza il vuoto e il silenzio e la luce e il cibo e il pensiero e l’arte di trascorrere il tempo, dobbiamo cucire fabbriche nuove come quella del vento a fabbriche antiche come quella del pane... (continua)

Valle_Ofanto_Verderosa

Veduta della Valle dell'Ofanto (foto di Angelo Verderosa)



mercoledì, 30 aprile 2008

Levata di scudi contro il Kipple

Come ormai saprete, è notizia di questi giorni che il Commissario Straordinario per l'Emergenza Rifiuti ha individuato il sito in cui realizzare una "piattaforma polifunzionale" destinata a raccogliere rifiuti speciali da tutta la Campania. L'incompetenza dei consulenti strapagati dallo Stato e dalla Regione, più che la malasorte, ha voluto che il posto sia ubicato nel cuore dell'Irpinia orientale. Una zona marginale nel già marginale contesto della Campania, un territorio che ha nella sua valenza naturalistica e nella sua peculiarità geografica gli unici punti di forza.

Per chi volesse maggiori informazioni, mediate dagli occhi di un irpino, rimando in particolare al mio ultimo intervento.

Il blog Comunità Provvisoria dell'Alta Irpinia è stato il primo ad accorgersi del rischio, addirittura quando la notizia non era ancora uscita dalle stanze di palazzo, e ha avviato una difficoltosa campagna di mobilitazione. Il Commissario Straordinario ha rifiutato di incontrare una delegazione nel corso dell'appuntamento che ha fissato sabato prossimo con il sindaco di Vallata, uno dei comuni interessati. E' stata quindi approntata una modalità di intervento diversa, che fa leva sull'antico strumento democratico della raccolta di firme. Basta inserire un commento con nome, professione e provenienza a questo post.

Niente di più semplice.

L'elenco verrà consegnato al Commissario, insieme alla nostra richiesta di fare retromarcia sulla decisione.

Ringrazio tutti gli amici che lo hanno già fatto o che vorranno unirsi a noi in questa battaglia e resto a vostra completa disposizione per eventuali chiarimenti, confronti, approfondimenti o altro. Come dicevo ieri: è da scelte simili che possiamo capire quanto il futuro di tutti noi stia a cuore a quanti hanno il potere di decidere sopra le nostre teste.

Pro_Formicoso



martedì, 29 aprile 2008

Il futuro divergente

Bivio_ScorzoCi troviamo davanti a un bivio. Ora che le istituzioni incaricate hanno deciso di avere trovato la loro soluzione all'Emergenza di Napoli, è come se sulla testa dell'Irpinia fosse stata accesa l'ennesima ipoteca. Questa terra è stata un feudo democristiano per qualche decennio, condannata all'immobilismo dalla tragica accettazione (no, non voglio parlare di ristrettezza di vedute) di chi ci vive. Una terra di emigranti, come dimostra l'andamento demografico dei suoi comuni: Andretta, AquiloniaBisaccia, Calitri, Conza della Campania, Morra De Sanctis (il paese che diede i natali a Francesco De Sanctis, sulle cui letture ancora oggi vengono allevate generazioni di liceali), Teora. I numeri, per una volta, non rendono la desolazione della realtà: per avere un quadro nitido della situazione, occorre pensare che ogni anno che passa il livello dell'età media della popolazione subisce uno scatto verso l'alto. Il ritratto più completo lo offre uno studio di tesi di Tina Terralavoro, citato in questo post sul blog della Comunità Provvisoria dell'Alta Irpinia. Un ritratto impietoso: alcuni di questi comuni, tra i quali Cairano, Santomenna, o la stessa Castelnuovo in cui sono cresciuto e che sono portato a considerare, da cittadino del mondo quale il mondo mi ha costretto ad essere, la mia unica casa, sono praticamente destinati a scomparire. Se non ci penseranno i flussi migratori, ad estinguerli arriverà prima o poi qualche decreto che li declasserà da comune in frazione.

Dei disagi patiti a vivere in un contesto simile ho già parlato. Parliamo di cose che possono essere comprese solo attraverso l'esperienza, e non voglio ripagare con la noia la vostra attenzione. Voglio invece Formicoso_Verderosasoffermarmi sugli aspetti positivi di questa terra, che il Commissario Gianni De Gennaro ha giudicato idonea ad ospitare 3 (o forse 13) milioni di metri cubi di rifiuti speciali, in una "piattaforma polifunzionale" individuata dai suoi esperti. Tanto per capirsi, il posto che dovrebbe diventare "la piattaforma" è un altopiano, il Formicoso, ed è un territorio di incomparabile bellezza, come testimonia la foto di Angelo Verderosa, qui accanto. In questa terra, capita ancora di poter fare 10 km di strada senza imbattersi in un paese. E i paesi, per dirla con Carlo Levi (che parlava della Lucania, a cui fin dall'etimologia l'Irpinia è strettamente legata), sono come delle piccole copie di "una Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto".

Qui, solo pochi giorni fa, si parlava di volere istituire un distretto eolico per la valorizzazione dell'energia pulita. Una scelta non solo simbolica, in quanto proprio a Bisaccia la Regione Campania impiantò tra il 1992 e il 1993 i primi aerogeneratori italiani, ma anche strategica per il futuro di una zona altrimenti Sella_di_Conzacondannata a un miserabile declino. Su questa terra, dove è stato possibile realizzare il miracolo della coesistenza dell'uomo con la natura, dove l'impatto delle attività antropiche è stato davvero ridotto al minimo possibile (pur con tutte le eccezioni del caso, documentate per esempio nel film-inchiesta Biutiful Cauntri), è importante scommettere per un futuro che prosegua nel medesimo solco. La composizione stessa delle attività locali potrebbe fornire impulso all'implementazione di altre soluzioni per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. In un qualsiasi paese civilizzato con un minimo margine di prospettiva, un territorio simile verrebbe valorizzato per le sue risorse attraverso il turismo e il piano energetico. Da noi lo si vuole trasformare in pattumiera, in palta, in kipple.

Trovo angosciante la limitatezza degli orizzonti (stavolta sì) della politica e delle istituzioni. Da cittadino, avrei trovato meno difficoltà a offrire allo Stato un rene, piuttosto che un metro quadrato di questa terra. Perché in questi giorni non si decide solo come risolvere il problema dei rifiuti che purtroppo ha trovato una pessima gestione nell'area metropolitana di Napoli. Ma si decide quale futuro è più importante per il paese. E siccome la gestione dei rifiuti consiglierebbe strade alternative o quanto meno parallele alla discarica, mentre in questi 100 giorni di commissariamento straordinario nulla si è fatto per sensibilizzare i principali produttori di rifiuti della regione alla raccolta differenziata, né in prospettiva si è ragionato sulle possibilità di riduzione e riutilizzo dei materiali, la soluzione che prevarrà offrirà al resto dell'Italia un indizio inequivocabile sul futuro di tutta la nazione.

Fermiamoci per un attimo a riflettere.

Is this the world you wish for?

Serre_megadiscaricaImmagine tratta dal sito SerrePerLaVita

Or this one?

Lago_di_Conza_Goljadkin



lunedì, 28 aprile 2008

Piattaforma

Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, la conferma ufficiale. Qualche estratto:

Il commissario Gianni De Gennaro ha fatto due conti e ha concluso che "dal 5 luglio le potenzialità di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno". Lo ha detto agli amministratori, ai presidenti delle province, al presidente della regione, Antonio Bassolino. Ne ha discusso con Silvio Berlusconi che sarà presto a Napoli per il primo consiglio dei ministri. Ha preparato un piano di priorità, che il Cavaliere - in cerca di un primo colpo vincente per il suo governo - ha condiviso. Due nuovi impianti a Savignano Irpino (apertura prevista, il 20 maggio) e a Sant'Arcangelo Trimonte (pronto il 5 luglio) dovrebbero consentire di tirare in lungo fino a quando non sarà allestito il "Grande Buco" che inghiottirà tutta l'immondizia della regione.

Una "piattaforma plurifunzionale", la chiamano, dove scaricare e trattare due, tre milioni di tonnellate (ma c'è chi, sottovoce, sussurra di capacità fino a 13 milioni) di "rifiuti speciali solidi, liquidi, fangosi, pericolosi, non pericolosi". La "piattaforma" dovrebbe essere preparata in Alta Irpinia nel pianoro di Formicoso tra i borghi agricoli di Vallata, Bisaccia, Lacedonia, Andretta, Vallesaccarda, al centro di un territorio di 286 chilometri quadrati con una densità di 61 abitanti per chilometro.

[...]

Gianni De Gennaro vuole soltanto chiudere la fase dell'emergenza (è il suo incarico), ritornarsene a Roma e a nuovi incarichi. In assenza di un ciclo industriale dei rifiuti - che ha bisogno di molto tempo per essere realizzato - porta alle estreme conseguenze la politica del "non-ciclo" del passato. Il disgraziato modello che prevede la discarica come unico modo per smaltire i rifiuti. Si raccolgono i rifiuti, si fa un buco da qualche parte, si getta dentro tutto. La "Grande Emergenza" richiede allora un "Grande Buco" che possa raccogliere la monnezza in attesa dei tempi lunghi che consentano di costruire gli impianti industriali di trattamento, riciclaggio, recupero energetico. Responsabilità che Berlusconi intende affidare a una "sottosegretario con delega ai rifiuti".

[...]

È impossibile non vedere, in queste cabale, un sordo conflitto di potere che non ha dato ancora il suo peggio. Non è una novità sostenere che, in quattordici anni, è nata un'industria dell'"emergenza rifiuti" che distribuisce parcelle, contratti, licenze, reddito, profitti abusivi, finanziamenti nascosti, occupazione. L'ordigno ha creato un "magma sociale" che intreccia i destini del grande professionista e dell'ex-detenuto. Ha dispensato consenso e utili politici secondo un metodo di governo distruttivo e irresponsabile non inedito, addirittura storico per la Campania. "Imprese nazionali e internazionali hanno tratto profitti dalla politica dell'emergenza in cambio di una pessima prestazione, come già avvenne in Campania per il terremoto del 1980 - spiega Gabriella Gribaudi, storica - D'altro canto gruppi dirigenti locali, attraverso la struttura del commissariato, hanno potuto gestire un rilevante flusso di spesa, rafforzando il proprio potere ed estendendo la rete di amici e clienti".

Ieri come oggi, è ancora al lavoro nella regione quel "partito della spesa pubblica" che formò le sue fortune politiche ed economiche con l'invenzione di "emergenze" e "occasioni", sollecitando una gestione incontrollata delle risorse pubbliche, allargando un "blocco di potere" verticale e socialmente differenziato che ospitò, naturalmente, la "mediazione sociale" della camorra. Un partito unico, consociativo, trasversale che oggi deve ritrovare in fretta - ha solo 69 giorni - una nuova strategia, se non una nuova guida. Smantellare questo "sistema" dalla sera alla mattina non è semplice. In 69 giorni è impossibile, anche ammesso che lo si voglia. E nessuno ne ha voglia alla vigilia dell'arrivo dei 4 miliardi di euro dei fondi strutturali dell'Unione europea. Che promettono di rigenerare il "sistema"; di dare nuove slancio a carriere politiche in declino (Bassolino); di crearne di nuove (i "giovani leoni" del Partito delle Libertà); di riequilibrare quote di consenso sociale a favore dei nuovi assetti politici; di aprire il varco ad altre imprese felicemente protette.

(Giuseppe D'Avanzo - La Repubblica)



Il Nebula al Sindacato dei Poliziotti Yiddish

Sindacato_poliziotti_yiddishNo, non è un riconoscimento criptico alla lega dei lavoratori ebrei arruolati nei ranghi della Polizia, ma solo la notizia del giorno: il premio Nebula 2007 per il miglio romanzo di fantascienza è stato assegnato a Michael Chabon per il suo Sindacato dei Poliziotti Yiddish, un libro di cui avevo da tempo intenzione di parlare.

Erano anni che non mi capitava sotto gli occhi un'ucronia americana così intensa e interessante, così coraggiosa e allo stesso tempo tragicamente ironica. Una fantascienza ibrida, che fonde noir e storia alternative nel paesaggio crepuscolare delle ostili lande dell'Alaska. Dove Chabon immagina sia stato costituito il Distretto Federale di Sitka, che somiglia un po' a Israele e un po' a Hong Kong. Con tutto quello che ne può conseguire...

Michael Chabon, che non è uno scrittore di fantascienza, potrà da oggi mostrare in bacheca il premio Nebula accanto al Pulitzer. A lui non importerà granché, presumo. Ma per noi lettori, stregati dal fascino contorto delle sue digressioni così pynchoniane, dal suo tono scanzonato e al contempo disilluso, nonché dal lato postmoderno del suo romanzo, è una piccola soddisfazione vedere riconosciuto il merito letterario al di là della spendibilità commerciale dell'opera.



domenica, 27 aprile 2008

Divenire postumani

Divenire_01E' uscita una nuova pubblicazione dedicata a quanti abbiano interesse o curiosità nella frontiera del postumano: a cura di Riccardo Campa, presidente dell'Associazione Italiana Transumanisti, una rassegna di studi interdisciplinari sulla tecnica e il postumano, come recita il sottotitolo, per i tipi di Sestante Edizioni. La rivista si chiama Divenire, ed è acquistabili in libreria o nei vari bookstore on-line.

Questo un breve estratto della presentazione del progetto editoriale:

Gli autori, provenienti da diverse aree disciplinari e orientamenti ideologici, sviluppano la propria analisi con un occhio sempre attento al probabile esito finale di queste mutazioni casuali o pianificate: l’avvento del postumano. Sono dunque studi che sul piano temporale spaziano nel presente, nel passato e nel futuro, mentre sul piano della prospettiva disciplinare sono aperti a idee e metodi provenienti da diverse aree di ricerca, che vanno dalle scienze sociali alle scienze naturali, dalla filosofia all’ingegneria, dal diritto alla critica letteraria.

Il numero 1 contiene anche una rielaborazione del mio articolo Dopo la Singolarità, quale futuro?, già apparso sull'iterazione 08 di NeXT. Ancora dalla scheda di presentazione:

Il volume è diviso in quattro sezioni principali: Attualità, Genealogia, Futurologia, Libreria. Nella sezione ‘Attualità’ compaiono studi attinenti a problematiche metatecniche del presente. La sezione ‘Genealogia’ è invece dedicata a studi storici sui precursori delle attuali tendenze transumaniste, futuriste, prometeiche – dunque sul passato della metatecnica. Nella sezione ‘Futurologia’ trovano spazio esplorazioni ipotetiche del futuro, da parte di futurologi di professione o di scrittori di fantascienza. La sezione ‘Libreria’ è infine dedicata alle analisi critiche di libri concernenti la tecnoscienza, il postumano, il transumanesimo.
Nel numero 1/2008, per la sezione ‘Attualità’ abbiamo un intervento sui fondamenti dell’etica nell’era della tecnoscienza del filosofo Alberto Masala, ricercatore della Sorbona, ed un articolo del giurista Stefano Vaj sulla riproduzione artificiale. Nella sezione intitolata ‘Genealogia’, il lettore troverà un mio saggio su Leon Trotsky e la sua visione ipertecnologica del socialismo, nonché uno studio del filosofo e giornalista Adriano Scianca sulla concezione superomistica dell’operaio elaborata da Jünger. Per quanto riguarda la ‘Futurologia’, il presente volume accoglie un articolo sulla singolarità tecnologica dello scrittore Giovanni De Matteo, vincitore del Premio Urania 2006 con il romanzo Sezione Pi-Quadro. Infine, nella ‘Libreria’ del numero 1/2008, vengono valutate due opere letterarie. Il Prof. Giuseppe Marcon, ordinario di Economia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ci propone una dettagliata recensione del mio libro Etica della scienza pura, mentre il giovane filosofo Francesco Boco si è assunto il compito di recensire l’interessante volume di Aldo Schiavone Storia e destino.



Dopo la semina...

Mi sono accorto che, dopo averne ripetutamente parlato nei mesi scorsi, un po' per distrazione e un po' per surplus di impegni non ho dedicato l'attenzione che avrei voluto a due interessantissime uscite della Cagliostro ePress. Una mancanza tanto più grave in quanto mi tocca da vicino. Proviamo a rimediare subito...

Da Arkham alle Stelle

Neil Gaiman, Alan D. Altieri, Paolo D'Orazio e Mario Farneti guidano una pattuglia di autori, affermati, emergenti e di prestigio, nei meandri delle tenebre di H.P. Lovecraft che si spalancano davanti a voi in questo antologico realizzato in occasione dei 70 anni della morte del visionario di Providence.

HPL_Cagliostro_TributeCagliostro ePress e Bottero Edizioni hanno unito le forze e messo in cantiere un libro tributo alla figura letteraria di H.P. Lovecraft. Nel 2007 si festeggiano, infatti, i 70 anni della morte di uno fra i maggiori scrittori di letteratura horror insieme ad Edgar Allan Poe che è considerato da molti uno dei precursori della fantascienza angloamericana. Sotto la direzione artistica di Alessandro Bottero e Gianfranco DeTurris, uno dei massimi esperti europei del solitario di Providence, vedrà la luce delle tenebre il volume "Da Arkham alle stelle", un libro tributo diviso in quattro sezioni. Fumetto. Narrativa. Saggistica. Illustrazioni. Dietro ad una copertina di Laura Braga troverete brevi storie a fumetti realizzate da: Alessandro Bottero, Mario Farneti, Matteo Giurlanda, Sergio Calvaruso, Michele Moratti, Giovanni De Matteo (Premio Urania 2006), Pierz, Piero Viola, Claudio Valenti, Gianluca Piredda, Linx Studio, Matteo Carnevale e Matteo Pirocco. Nella sezione dedicata alla narrativa troverete invece grossi calibri della letteratura di genere, con 3 racconti inediti di Neil Gaiman, tra cui il racconto "Studio in Smeraldo" vincitore del prestigioso Premio Hugo nel 2004, inoltre un lungo racconto inedito di Alan D. Altieri realizzato apposta per questo volume così come i racconti di Paolo D'Orazio ed Errico Passaro che completano questa prestigiosa sezione. Non meno prestigiosa la sezione dedicata ai saggi dove potrete trovare i contributi di Gianfranco DeTurris,Alessandro Bottero, Carmine Treanni e Stefano Priarone. Infine la sezione Illustrazioni con Daniele Tomasi, ED!, Niccolò Storai, Emilio Lecce, Claudio Franchino, Fabrizio Pacitti e tanti altri.

Da Arkham alle stelle
Tributo a H.P. Lovecraft
AA.VV.
112 pagine - brossurato - B/N - copertine a colori - 16 cm per 24 cm
15 euro

Ne avevo già accennato prima di Natale. Visto che mi trovo, per farmi perdonare eccovi un po' di contenuti extra raccolti saccheggiando il blog del collega e complice Luca Piersantelli, per gli amici Pierz:

1. Annunciazione, annunciazione!
2. Dietro le quinte
3. Una recensione al Pellegrino di Ilek-Vad.

Solaris* (numero 1)

Anche se in ritardo di alcuni istanti-luce, finalmente i motori al plasma di Solaris* sono accesi per partire ad esplorare il cosmo dalla fantascienza e del fantastico per immagini in un viaggio di soli 8 scali imperdibili per tutti i cosmonauti dell'immaginazione.

Cagliostro_SolarisDietro una copertina di Luciano Costarelli troverete i primi capitoli dei nostri serial a fumetti tutti sci-fi: Piquadro (Giovanni De Matteo - Davide Tognetto), il fumetto ideato da Giovanni De Matteo e da cui lo stesso ha tratto il romanzo vincitore dell'ultimo Premio Urania; i brevi racconti di Occidente a fumetti (Mario Farneti - Piero Viola - Claudio Valenti); K'Merix (Claudio Iemmola - Piero Viola); The Immaculate Connection (Fabrizio Pacitti - Piero Viola), e la storia autoconclusiva "Yoshida deve morire!" di Paolo Orsini. Impreziosisce il primo numero un racconto inedito di Vittorio Catani illustrato da Matteo Pirocco. Inoltre il backstage del film "DARKSIDE" di Angelo Licata, ovvero i Jedi made in Italy che fanno invidia a George Lucas. Completano questo primo numero "Il Bunker" scritto e illustrato da Max Guadagni, un'intervista inedita a Mario Farneti e tante anticipazioni e recensioni dall'universo della fantascienza e del fantastico.

Solaris* #01 (1 di 8)
Stagione 1 - Inverno 2008
Rivista trimestrale della fantascienza e del fantastico a fumetti (trimestrale)
con Mario Farneti, Giovanni De Matteo, Vittorio Catani e AA.VV.
Direttore Responsabile: Alessandro Bottero
128 pagine – brossurato – B/N e colori – copertine a colori con alette - 16cm per 22 cm
8 euro

Contenuti extra:

*. Dietro le quinte



Anytime, Anywhere

Lo scenario prospettato dal progetto u-Japan prefigura il background del racconto di cui parlavo qualche tempo fa, e che finalmente ha un nome: Orfani della connessione.

La scelta è dovuta alla volontà di evitare una sovrapposizione con i Trilobiti di Breece D'J Pancake, che finalmente sono riuscito a recuperare e a leggere, e che è diventato un punto fermo nella mia formazione di lettore e scrittore (o presunto tale).

Probabilmente tornerò su Pancake appena avrò un attimo libero per mettere insieme pensieri, riflessioni ed emozioni: è così, credo di non avere mai letto niente di più illuminante e viscerale in tutta la mia vita. I 12 racconti che rappresentano la sua opera omnia non sono tutti allo stesso livello, alcuni sembrano poco più che canovacci, altri risultano forse un po' dispersivi, ma tutti risplendono della luce crepuscolare che illumina le sere degli Appalachi, il che li rende estremamente vividi, realistici, tridimensionali. Leggendo Pancake viene da pensare al miracolo della luce nei quadri di Vermeer. E alcune immagini sono da vertigine cosmica.



Le origini di NeXT, su UraniaSat

Su invito di Emilio "Doc Moebius" Di Gristina, ho scritto questo articolo che si propone di ricostruire le prime fasi di vita della nostra rivista e le sue recenti metamorfosi.

Ho avuto il piacere di conoscere Emilio a Fiuggi, dove la sua bella rivista (Fondazione) si è imposta tra le fanzine, proprio davanti alla nostra NeXT, raccogliendo importanti riconoscimenti anche in altre sezioni. Il collettivo che sta dietro Fondazione è al 100% siciliano, il che la rende la rivista di fantascienza più a sud d'Italia. Già in passato diversi connettivisti (da ogni parte d'Italia) hanno incrociato la sua strada.

Ringrazio Doc Moebius per l'ospitalità che mi/ci ha offerto su uno dei siti storici della rete fantascientifica italiana e spero che questo nuovo passo sia di buon auspicio per un'altra sinergia.



In difesa dell'Irpinia

Ho scoperto il blog della Comunità Provvisoria dell'Irpinia Orientale da poche settimane, e attraverso gli operatori che lo animano ho appreso della decisione del Commissario Straordinario De Gennaro di situare in Irpinia, per la precisione sull'altopiano del Formicoso, una discarica di due milioni di metri cubi destinata ad accogliere rifiuti tossici e speciali.

Che questo 2008 non fosse cominciato proprio nel segno migliore, non avevo dubbi (dell'Emergenza ho a lungo parlato anch'io, in almeno tre occasioni: 1, 2 e 3). Che De Gennaro fosse un incompetente c'erano chiari indizi fin da Genova. Messe insieme le due cose, ho la chiara sensazione che il Kipple voglia riprendersi la sua rivincita e lo voglia fare proprio a casa mia.

Lago_di_Conza

Il Lago di Conza visto dal versante nord-orientale. Foto di Wakima.

L'Irpinia, con Napoli, non c'entra niente. Noi montagnari abbiamo la totale mancanza dei servizi che in un paese civile dovrebbero essere garantiti a ogni cittadino. E non parlo solo del digital divide. Giusto per dare un'idea: a Napoli un liceale fa l'abbonamento ai traporti con meno di 20 euro al mese e si muove per tutta la città: ha la scuola a portata di trasporto pubblico, la palestra, il cinema, il calcetto. Trovare una biblioteca non è un problema, e nemmeno un ospedale per le visite di controllo e di abilitazione all'attività sportiva. Vieni da noi e ti accorgi che la vita del liceale non è poi così facile: per arrivare a scuola ti tocca fare anche 70 km al giorno, pagando fino a 100 euro mensili per l'abbonamento all'autobus. Di palestre e biblioteche, nel raggio di 30 km, non trovi l'ombra. Di librerie manco a parlarne. E il cinema resta un sogno di celluloide fino a quando non arrivi al traguardo della patente. Per delle semplicissime analisi del sangue, l'ospedale più vicino è a 20 km.

In compenso, De Gennaro ha deciso che avremo una megadiscarica dietro casa.

Mi sembra evidente che, in un territorio diviso tra centri metropolitani e aree marginali, si realizzi una situazione di netto sbilanciamento, con i servizi e i diritti tutti concentrati da una parte, e gli oneri e i pesi dall'altra. E' il "gradiente della miseria" che colpisce il tenente Briganti nella sua contemplazione di Napoli: la stessa frattura che si nota tra i quartieri centrali e le periferie di una grande città. Il problema dei rifiuti riguarda l'intera comunità, e questo è fuori discussione. Ora andrebbe definito cosa si intende con il concetto di comunità. Identificare la Campania con Napoli è sbagliato almeno quanto identificare con Napoli l'Italia intera. Continuo a ripetere da anni che le grandi città sono inutili e anzi dannose nell'economia di uno Stato: portano solo complicazioni e problemi di gestione, perdita di sicurezza e di identità. E finora non ho trovato una sola persona che concordasse con questa visione. A tutti, quindi, rivolgo il quesito che De Gennaro, con la complicità di Bassolino, ha deciso di risolvere a modo suo: dove situare una megadiscarica per accogliere le scorie di una metropoli di 3 milioni di abitanti? Qualcuno di voi ha un orto che faccia al caso nostro?

In una utopia verde, se non ci fosse un mostro di 3 milioni di abitanti, se questa popolazione fosse distribuita sul territorio, potremmo forse confidare in una distribuzione equa dei servizi e di sicuro non ci sarebbe il bisogno di realizzare un numero ristretto di discariche per scontentare meno comuni possibile. Ma il mostro c'è, i governi sembrano volersene infischiare dell'inurbamento selvaggio, dello stravaccamento urbano e della sprawlizzazione del paesaggio, e a noi mandano le discariche. Così va la vita, verrebbe da dire con Vonnegut...

Il kipple attira sempre altro kipple, dicevo quattro mesi fa. Be', se è vera la seconda legge, sono altrettanto convinto che le cattive idee vadano combattute con le buone. E all'idea pessima di De Gennaro, la Comunità Provvisoria oppone un'idea ottima: la costituzione di un Parco Naturalistico Regionale ad abbracciare l'intera porzione orientale dell'Irpinia. Oltre 700 kmq, con al centro proprio il Formicoso che la politica vorrebbe devastare.

PNR_Irpinia_02mini

Ecco come la descrivono i promotori:

L’area è delimitata naturalmente dal Parco Regionale dei Monti Picentini a sud e dal complesso del Vulture a est; a nord abbiamo la pianura della capitanata, a ovest il promontorio della Baronia.  I confini del parco sono dati dalla statale 7 a sud, dall’arcata dell’Ofanto, a sud sud-est; dal confine provinciale e regionale verso la Puglia, a nord-est; dalle sorgenti dell’Ufita a nord; dalla direttrice Sferracavallo - Mefite - Goleto a ovest. Area baricentrica il Formicoso con il Monte Toppo a 988 m. (cfr. zoomata al termine del post). L’area del Parco coincide con la propaggine geografica orientale della Campania, una mammella, un altopiano che si insinua tra lucania e puglia; un pianoro a 800 m. slm che dal Formicoso scende ad abbeverarsi all’Ofanto e all’Ufita. Due laghi artificiali all’interno dell’area,  a Conza, sull’ Ofanto  e sull’Osento la diga di Monteverde. Densità abitativa tra le più basse d’italia. E’ l’area del viaggio elettorale di Se Sanctis. E’ l’area amministrata dalla comunità montana alta irpinia. Un’area di 720 kmq.; la distanza sulla direttrice Goleto-Monteverde è 40 km.; sulla ortogonale Calitri-La Toppa è 25 km.  50.000 abitanti ca.; 70 ab./kmq.  Strade interne all’area : la statale 7 (appia), la 91, la 303 e la 399.

Un sogno da contrapporre all'incubo, come lo descrive Franco Arminio. E questo blog si appresta a entrare in una stagione di lotta. Siete avvertiti.



sabato, 26 aprile 2008

Rapporto di maggioranza

Prestate attenzione, signore e compagni, disobbedienti e insofferenti, scapigliati e scapestrati, e di tutte le altre categorie non inquadrate nei ranghi della pacifica maggioranza silenziosa e tranquillamente ben pensante, prestate attenzione perché sta accadendo qualcosa di strano. Il caso è iniziato pochi giorni fa e ha subito un'improvvisa accelerazione alla vigilia della Giornata della Liberazione, grazie all'intervento risolutorio di Gianfranco de Turris. Resta tuttavia il rischio di...

Questa è una comunicazione di servizio di massima priorità - IGCR

I nostri tecnici del Dipartimento di Monitoraggio hanno rilevato nei giorni scorsi fluttuazioni nell'ordito della realtà che lascerebbero pensare a un imminente evento di transizione. I fenomeni, ancora di portata contenuta, hanno già raggiunto la soglia critica un numero imprecisato di volte, ma in virtù delle dinamiche complesse che ne regolano gli sviluppi l'emergenza è sempre rientrata, per nostra fortuna. Questa volta i nostri sistemi di controllo riduttori della de-coerenza sembrerebbero tuttavia destinati a essere raggirati dalla marea quantica montante.

Al momento attuale è impossibile definire con una certa attendibilità i tempi entro cui la manifestazione maturerà. Ma possiamo analizzare l'evoluzione di alcuni episodi estratti dalla recente cronaca culturale italiana per astrarre un'idea della repentina accelerazione subita dagli eventi. Prenderemo a campione il caso di un presunto apocrifo attribuito al noto scrittore di fantascienza Philip K. Dick (1928-1982, si veda il doc. # 20070302j). La vita di Dick fu tutt'altro che fortunata, come la sua carriera, che subì un'improvvisa ed eclatante rivalutazione postuma a seguito del successo cinematografico del primo degli adattamenti tratti dalle sue opere. In Italia lavori di Dick sono apparsi nella collana Galassia dell'Editrice La Tribuna di Piacenza, nelle collane dell'Editrice Nord e in Urania, la storica corazzata Mondadori. Come dimostra la distribuzione statistica dei titoli negli anni (per cui si romanda all'allegato 2, doc #A02651612c e successivi), non possiamo dunque concordare con il termine "ri-scoperta" con cui molti illustri commentatori si sono riferiti all'opera di ri-edizione condotta dall'Editore Fanucci di Roma, a partire dagli ultimi anni Novanta in avanti.

Resta comunque come dato di fatto l'estrema generosità con cui il summenzionato editore ha condotto il suo lavoro di ristampa. I nostri analisti concordano tutti sulle sue responsabilità nel fenomeno che, nei circoli internazinali dell'economia culturale, è conosciuto come "tendenza inflazionaria da sopra-catalogo": vale a dire la pratica di attribuire a un autore un numero di titoli superiore alle opere effettivamente pubblicate. Tale pratica può essere condotta con un espediente truffaldino, come nell'affaire Necronomicon (si veda il doc #GC9993/2001), ovvero in maniera più raffinata, ristampando lo stesso volume (sia esso romanzo oppure raccolta) con un titolo sempre nuovo (alcuni esempi per lo stesso volume potete trovarli qui di seguito: 1.a e 1.b, 2.a1 e 2.b e poi ancora 2.a2), oppure procedendo alla compilazione di raccolte per successive aggiunte incrementali e/o rimozioni (3.a, 3.b, 3.c)...

Aggiustamento 20080426.01 - IGCR

Il lavoro di Sergio Fanucci resta meritorio, almeno quanto l'impegno di Sergio Cofferati al servizio della cittadinanza e la sua dedizione al ruolo a cui è stato chiamato al punto da sacrificare la sua stessa vita privata all'impegno politico e civile.

Da qualche tempo, circola nei sotterranei della cultura e della cattiva coscienza italiana un libello che qualcuno vorrebbe realizzato con inediti dickiani. Il libro in questione è stato pubblicato all'inizio del 2008 e la sua esistenza è certificata da alcuni studi documentati (per i quali si rimanda alla dotta elaborazione del dott. Francesco Maria De Collibus, doc #20082530c)...

Scorrete_lacrime_disse_lo_sceriffo

L'ambigua copertina del libro incriminato.

Aggiustamento 20080426.02 - IGCR

Scorrete lacrime, disse lo sceriffo rappresenta l'ennesimo deprecabile caso di malcostume italiano. Un libro di pusillanimi in cerca di notorietà che non si pongono remore nello sfruttare il Nome Altrui per i propri fini meschini. Sbandierare il Nome del Titano Letterario del Novecento, proprietà esclusiva di un onesto editore italiano, e per di più sbatterlo su una copertina ingannevole che riproduce per filo e per segno l'impostazione grafica di un'altra storica testata, comunque inferiore per dignità e meriti alle pubblicazioni dell'onesto editore romano, rappresentano un atto di disobbedienza civile che sconfina nell'irresponsabilità.

Un gesto simile è tanto più grave per l'esplicita valenza editoriale dell'operazione: attentare alla consolidata supremazia fanuccea nell'oligopolio culturale, insidiarne la nicchia monopolistica in cui il miracolo della transustanziazione ha completato, al culmine di un lungo e laborioso processo di sostituzione, l'identificazione della fantascienza (genere solitamente poco presentabile) con il Solo Unico Nome, nel segno dell'Immaginario.

Chiunque, nel vedere questo libro sugli scaffali di tutte le librerie del circuito nazionale, sarebbe tentato a scambiarlo per un vero capolavoro dello scomparso e ammirato Philip Kindred Dick. Il titolo così ammiccante e immaginifico, l'illustrazione tanto ingannevole da sembrare davvero uscita da una delle visioni anfetaminiche del Nostro, il tono della prefazione apocrifa capace di replicare l'entusiasmo del miglior Cofferati-prefattore al servizio dell'arte, sono tutti elementi di demerito per quanti hanno concepito una operazione simile...

Aggiustamento 20080426.03 - IGCR

Per quanto fonti inconfutabili documentino il passaggio di Philip Dick da Bologna, nella calda estate del 1978, escludiamo categoricamente che nella sua breve permanenza italica l'Autore abbia avuto modo di assimilare le suggestioni del nostro clima politico e sociale al punto da metabolizzarle e proiettare la propria sensibile visionarietà nel futuro della città. I racconti che si vorrebbero tradotti per Scorrete lacrime, disse lo sceriffo, non possono essere ascritti alla sapiente mano dickiana. Restano ancora dubbi, tuttavia, sulla loro attribuzione.

Non appare da escludere, allo stato attuale delle indagini, l'eventualità che possano essere opera di un manipolo di sedicenti autori di genere, inghiottiti dal tempo come la storia stessa di un genere che viveva in quegli anni una fallace esperienza di fioritura destinata comunque a spegnersi negli anni successivi. Ai giorni nostri appare improbabile che, nella sua storia effimera, la fantascienza abbia potuto accoppiarsi a un altro genere estinto come la satira. E' stata comunque avanzata l'ipotesi che dietro gli pseudonimi dei presunti traduttori si celino altrettanti scrittori anglofoni, e che Dick abbia voluto tradurne le opere in italiano. Se la possibilità dovesse essere confermata, si sarebbe trattato di un'impresa titanica, vista la sua scarsa confidenza con l'italiano, una missione che potrebbe tuttavia esser riuscita grazie alle oscure interferenze notture del suo radio-demiurgo di fiducia. A motivare l'Autore in questo tentativo estremo e disperato deve essere stato un delirante sogno destinato per sua natura al fallimento: dare speranza al genere anche al di fuori dei suoi confini storici.

Il rifiuto che all'epoca l'Autore dovette incassare da tutti i principali editori di settore, in Italia, graverà oggi sulle coscienze di molti addetti ai lavori.

Intervento a cura dell'Istituto di Garanzia sulla Coerenza della Realtà (I.G.C.R.) con certificazione di qualità.